EDILIZIA

sistemi costruttivi 1

Premessa

Laristrutturazione della casa è un passaggio impegnativo delle nostre esistenze, che agisce sull’equilibrio psico-fisico in modo ambivalente. Positivamente, se questo momento è organizzato e condotto con la consapevolezza di poter disporre di un ambiente di vita migliore, più sano, e adattato ai personali bisogni del vivere quotidiano; oppure negativamente, se si disattendono questi importanti passaggi, tanto che alcune casistiche indicano questa come un’esperienza non positiva per molte persone e la annoverano tra le primissime cause scatenanti lo stress. Ed è anche comprensibile, quando non ci si trova preparati ad affrontare una serie di dinamiche: la determinazione nelle scelte, gli esborsi di denaro non previsti, gli allungamenti dei tempi di lavorazione, l’abbandono del cantiere, le incomprensioni con le maestranze, le lavorazioni mal eseguite, la sciatteria nelle rifiniture, la polvere infinita e via discorrendo. Oggi, nel web ci si imbatte facilmente in forum, blog e siti dedicati alle ristrutturazioni, volti a dimostrarci che l’ammodernamento di una abitazione può essere fatto a costi sempre più ridotti: una vera e propria gara al ribasso. Navigando al loro interno scopriamo che a fronte di domande come “Aiuto! Quanto mi costa ristrutturare casa?”, non è raro ricevere risposte a dir poco opinabili, se non fuorvianti, nelle cifre e nei contenuti. Peraltro, è in uso l’ingannevole tendenza a quantificare i costi della ristrutturazione al metro quadrato, ben sapendo che questo parametro esprime una valutazione scarsamente orientativa, o meglio, virtuale. E’ un dato ragionieristico che spesso elude aspetti importanti della ristrutturazione, dalla fase progettuale all’avvio del cantiere, fino al buon compimento dell’opera edile.

La nostra visione

Quando si tratta il controverso tema dell’edilizia del nostro Paese, è come se ci trovassimo di fronte alla migliore metafora del sistema Italia, ovvero una puntuale chiave di lettura di tutte le palesi e intollerabili contraddizioni che emergono dalla malversazione e dai comportamenti illeciti dei Poteri in gioco. Sono loro che da più di mezzo secolo tengono sotto scacco questo importante comparto della nostra economia, avvalendosi dei cosiddetti facilitatori, figure chiave che si pongono tra l’alveo politico e il tessuto imprenditoriale, per mediarne i profittevoli intenti. In Italia, nonostante da lungo periodo si registri una crescita demografica vicina allo zero, si continuano a costruire edifici nuovi che restano invenduti e che si sommano alle migliaia di case disabitate; questo, a fronte di migliaia di famiglie in cerca di casa o sfrattate a causa della assenza totale di politiche abitative da parte delle Amministrazioni Pubbliche. Negli ultimi venti anni si è cementificata una superficie agreste di 3,5 milioni di ettari, tolta alle campagne e trasformata in nuove abitazioni che, oggi, per oltre il 20% sono ancora vuote. L’altro dato desolante su cui riflettere ci dice che in Italia ci sono 40 milioni di case vecchie prive di verifiche di stabilità, tecnicamente obsolete, quasi mai antisismiche e con scarse prestazioni energetiche. Il settore dell’edilizia consuma un terzo dell’energia mondiale e circa il 40% delle risorse. La costruzione di edifici, le infrastrutture che ne conseguono, gli stabilimenti per la produzione dei materiali edili, le attività estrattive, il trasporto su ruota e, non da ultimo, lo smaltimento dei materiali di risulta, consumano e depauperano sempre più l’ambiente. La cementificazione selvaggia cannibalizza estese fasce di territorio, consuma acqua e inquina mari, fiumi e laghi, avvelena l’aria e contribuisce al dissesto idrogeologico del territorio italiano.

Gli standard italiani di edilizia sostenibile raggruppano tre categorie madri; “edifici costruiti con criteri ecologici” – “ edifici in Classe energetica A o superiore “ – “edifici a zero emissioni”. Nonostante ciò, sono pochi gli esempi virtuosi di bioedilizia visibili sul nostro territorio, presenti prevalentemente al Nord e nelle regioni a statuto speciale. Gli architetti stregoni che si specializzano in Bioarchitettura, talvolta vivono il paradosso di dover sottacere la propria specializzazione in Bioedilizia e la frequentazione di master e corsi sulla materia. Perché gli interessi economici e politici del nostro paese scoraggiano – quando non impediscono – l’edilizia di qualità. La legge del “maggior profitto con minor spesa possibile” ha generato i disastri costruttivi dei nostri tempi, come il calcestruzzo che si sgretola al passaggio di deboli movimenti sismici, gli impianti tecnologici fuori norma, le autorizzazioni concesse ad abitazioni poste sotto il livello stradale, destinate ad allagarsi. Per non parlare degli impianti solari “obbligatori” sulle nuove costruzioni; inutili strutture, installate solo per ottemperare alle indigeste disposizioni legislative o come espediente per far rientrare l’edificio “in Classe A”. Nel paese dei furbi, ci sono migliaia di abitazioni di origine abusiva, ovvero condonate per lo più negli ultimi 40 anni, se pur mancanti di progettazione architettonica e tecnologia antisismica. L’apprezzato “Piano Casa” ha permesso di aumentare fino al 30% la metratura totale dell’abitazione, a condizione che l’ampliamento fosse eseguito in rispetto dei criteri della “bioedlizia”; la fruizione all’italiana di questa virtuosa incentivazione, ha snaturato gli spazi di terrazze e pianerottoli che in origine avevano altre destinazioni d’uso.

Malte - massetto livellato 1
Edilizia
isolamento 4
dicembre gennaio 12-13 075

Il bicchiere mezzo pieno

Nonostante il panorama desolante ci sono tante realtà sane che fanno della sostenibilità la loro eccellenza. Diversi produttori di materiali per l’edilizia hanno fatto la scelta coraggiosa di convertire tutta la produzione in green building, altri hanno ridotto in modo significativo le emissioni in atmosfera dei loro stabilimenti, altri ancora si dedicano al riutilizzo sostenibile dei rifiuti per produrre materiali e tecnologie per l’edilizia moderna. La ATON è fatta da artigiani, come noi, che hanno scelto di utilizzare sempre prodotti e tecnologie di bioedilizia, anche in caso di lavori in cui non sia stato esplicitamente richiesto dal committente; secondo noi, esiste sempre una alternativa più ecologica e sostenibile tra i prodotti presenti in commercio e, questa scelta, nella maggior parte dei casi non aumenta il costo finale dell’opera. Auspichiamo anche che, in un futuro prossimo, il legislatore arrivi a disciplinare la materia della Bioedilizia attraverso delle linee guida – a cui le imprese dovranno adeguarsi – e l’obbligo di una certificazione dell’intero ciclo lavorativo; nella quale venga dichiarata la scelta più ecologica e sostenibile adottata per ogni fase del cantiere e rilasciato un attestato di prestazione dell’edificio che ne attesti la classe energetica, la sicurezza sismica e idrogeologica, la salubrità degli ambienti e il livello di comfort ottenuto.

Isolamento termico

Premessa

Gli alpinisti lo sanno bene; in alta montagna occorre coprirsi in modo adeguato, favorendo la traspirazione del sudore per evitare gli effetti del freddo intenso. Lo stesso accorgimento termico lo adottano le popolazioni dei territori desertici, come i Tuareg, che si vestono con abiti di lana e cotone per ripararsi dal caldo e dal vento. Questi due casi specifici ci dicono che gli eccessi termici possono essere affrontati proteggendosi col giusto abbigliamento, possibilmente derivato da materie prime naturali. Lo stesso criterio di protezione termica possiamo trasferirlo sulla nostra abitazione, o come la chiamano gli orientali sulla nostra terza pelle. Durante il boom economico degli anni ’60, sui nostri territori, si sono realizzati edifici senza interventi di isolamento termico, abitazioni estremamente dispersive dal punto di vista energetico. Tuttavia se valutiamo gli edifici moderni la situazione non cambia di molto poiché, nonostante sussistano precise normative di efficienza energetica da rispettare, i costruttori installano materiali inidonei, con spessori di coibente ridotti e insufficienti a garantire una adeguata protezione dall’agente atmosferico. In Italia l’isolamento termico della casa riveste ancora un ruolo marginale rispetto alla sua importanza strategica; il suo fondamentale apporto all’ottimizzazione energetica dell’involucro abitativo non è ancora ben compreso. A nostro parere – invece – questo deve essere il primo requisito di un’abitazione che voglia rispettare i moderni criteri della sostenibilità e dell’efficienza energetiche, ancora prima di determinare il sistema di produzione d’energia da adottare. A riguardo ricordiamo che il maggior risparmio si ottiene dal “non utilizzo” di energia; si pensi che in zone a clima freddo come Germania, Austria ma anche in nord Italia, sono state realizzate già da tempo le cosiddette case passive, abitazioni che soddisfano quasi interamente il proprio fabbisogno energetico con sistemi e dispositivi passivi. Dove l’apporto del calore del sole tramite le vetrate e i contributi termici derivanti dalla presenza umana, minimizzano l’utilizzo di altre forme di energia. L’Agenzia Casa Clima di Bolzano ha realizzato uno standard costruttivo ad alta efficienza che ha colmato un vuoto normativo italiano, tanto da essere preso a riferimento da chi intende realizzare e certificare il proprio edificio come casa passiva o a basso consumo energetico.

L’isolamento termico si può realizzare in diversi modi. Alcuni produttori di materiali isolanti hanno perfezionato uno studio comparativo che valuta l’impatto ambientale del singolo prodotto durante tutta la sua vita, dalla produzione allo smaltimento. In base ai requisiti richiesti e agli adempimenti normativi, i materiali più naturali, come la canapa, il sughero, la fibra e la lana di legno, hanno un punteggio migliore rispetto ai tanti materiali di sintesi; ciò avvalora ulteriormente la nostra scelta aziendale e ci induce ancor più a consigliare quei prodotti naturali alla clientela. Uno fra tutti è la canapa, un prodotto eco biocompatibile molto efficiente, con un ciclo vita estremamente virtuoso, che offre soluzioni di isolamento ad alta efficienza con pacchetti isolanti certificati e garantiti. La nostra modalità operativa prevede una fase di studio dell’intervento di isolamento termico e, successivamente, attraverso l’uso di un software di calcolo specifico, il dimensionamento del pacchetto isolante più idoneo alla situazione specifica, alle normative e alla zona climatica di applicazione. Indifferentemente che si tratti di cappotto interno, esterno, sotto-tetto o sotto-tegola, o che si tratti di interventi volti a eliminare i ponti termici. Una volta eseguita la posa in opera del pacchetto isolante, facciamo una diagnosi post-operam a beneficio del cliente, che verifica in tempo reale la bontà dell’intervento eseguito; tale analisi è fatta attraverso l’utilizzo della camera termografica, uno strumento elettronico che in tempo reale indica con precisione i livelli di isolamento termico ottenuto sulla struttura esaminata.

Sistemi costruttivi

La moderna Bioarchitettura tiene in stretta considerazione la zona destinata a una nuova costruzione, o alla ristrutturazione di un’abitazione, e il suo territorio d’appartenenza; ne valuta i parametri climatici e adotta sistemi costruttivi coerenti con le tradizioni e la cultura del luogo. Le scelte progettuali relative alla tipologia di muratura portante, di tetto, d’isolamento termico o d’impermeabilizzazione non possono prescindere dalla filosofia madre che ispira fortemente la bioarchitettura. I puristi della materia, ancor più, affideranno la realizzazione a maestranze del luogo e sceglieranno prodotti e materiali a filiera corta presenti sul territorio. Nella nostra Europa mediterranea ci si può avvalere della millenaria saggezza costruttiva, troppo spesso tramandata solo verbalmente; per far questo, bisogna affidarsi alla tradizione e alla storicità del luogo, ricercando nelle tecniche costruttive quegli elementi di distinzione che sono serviti a qualificare la realizzazione delle case. Sollevandole dall’umidità nelle zone paludose, proteggendole dal sole e dal vento nelle zone costiere, isolandole dal freddo in quelle montane e via dicendo. Anche la forma, lo spessore dei muri, l’orientamento delle finestrature in rapporto all’uso della stanza, sono patrimonio della nostra cultura costruttiva che, a nostro avviso, meriterebbe maggiore considerazione da parte degli addetti ai lavori.

In oriente ancora oggi ci si affida al Feng Shui, una antica filosofia dell’abitare che attraverso lo studio delle energie guida il progettista nella scelta dei luoghi, degli orientamenti e dei materiali costruttivi, ma anche nella disposizione degli ambienti e del mobilio dell’abitazione. Alle nostre latitudini troviamo la geobiologia, definita una pseudoscienza, che studia il carattere energetico dei luoghi di vita quotidiana; una branca esoterica occidentale praticata da molti esperti e assimilabile al Feng Shui cinese e all’olistico Vastu indiano.

Malte, intonaci, pitture

La tecnologia dei materiali biocompatibili offre un importante contributo al settore dell’edilizia; ci permette oggi di proporre soluzioni valide e prodotti naturali per ogni intervento di finitura e ammodernamento e di ridurre la percentuale di agenti inquinanti all’interno delle abitazioni. Per esempio le malte a base naturale con proprietà deumidificanti, gli intonaci che abbattono gli inquinanti ambientali, le pitture con nanosfere isolanti o, ancora, i prodotti impermeabilizzanti che lasciano traspirare il vapore. Le malte a base di calce idraulica sono prodotti della tradizione costruttiva che limitano o annullano l’uso di cemento e di altre resine dannose. Alcune marche di intonaci biocompatibili utilizzano latte e uovo come leganti organici nei loro prodotti; altre hanno recuperato la tradizione della calce idraulica, già cara ai romani nella costruzione dei ponti, per svilupparla in malte premiscelate molto tecniche e contenute nei costi. Tuttavia, il corretto utilizzo di questi prodotti necessita di formazione e aggiornamento continui presso le aziende produttrici. A parte poche eccezioni, i prodotti naturali posso essere sempre preferiti a quelli chimici di sintesi, così da destinare questi ultimi alle sole applicazioni più difficili ed estreme.

Rivestimenti

Nell’idea di casa naturale ed ecologica, ci sono alternative valide per ogni tipo di materiale, anche quelli da rivestimento. Carte da parati, maioliche e ceramiche, parquet, perfino moquette naturali. Il parquet in particolar modo è preferibile sceglierlo con una certificazione FSC, marchio che sta a indicare un materiale proveniente da foreste a taglio controllato e riforestazione programmata; è preferibile eseguire la posa in opera del parquet avvalendosi di collanti bioecologici e terminando la fase di finitura con trattamenti naturali o all’acqua. Questo evita, altresì, l’utilizzo di prodotti nocivi a base di formaldeide, un pericoloso inquinante ambientale. La normativa vigente obbliga le Aziende di prodotti chimici per l’edilizia a fornire le schede di sicurezza, ovvero delle schede specifiche dove sono riportati i componenti, la pericolosità, le procedure di intervento ad uso sanitario e tutte le informazioni per l’uso consapevole e lo smaltimento del prodotto.

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